PRINCESS OF WATERLAND

There is a country where earth and waterdetermine the lifestyle of the men and women who live there: Bangladesh. Onethird of its territory is under water. it is not an easy land and the sanitaryconditions - due to the paradoxically insufficient quantity of drinkable water-  are often tragic. In sucha desperate situation, conditions for women are far more difficult than thosefor men. A small,non-profit organisation has brought assistance to the south of the country: itis called  IlFilo di Juta (The Jute Thread). All doctors on theproject are women and this has encouraged the female population to come forwardfor help, who are often left on the margins of society: particularly outcastsand Muslims. During the time theywere being given assistance their stories emerged: lives often given up toserve first their fathers and then their husbands, in a state of perennialservitude. Many of these women passively accept their destiny, whereas othersbecome aware of their situation and choose freedom by killingthemselves by the most appalling of methods, often with rodent poison.Desperate measures in a world where any change seems impossible. Extreme measures,tormented decisions, the desire not to give in to resignation, which is what amother felt forced to do when, after having asked the doctors to cure herdaughter of a growth which disfigured her face (thus hampering her futurechances of a good marriage), and after seeing her child cured, turned up attheir door offering her daughter so that they would take her toItaly. The only thing she could offer the girl was a life such as she hadlived, and she would prefer to be separated from her daughter forever to giveher a way out to a better future. Poor sanitary conditions and the lack ofeducation favour the spread of diseases which, in the Western world, wereeradicated long ago. The challenge of penetrating their culture is enormous:not even in the presence of incurable, genetic diseases can they be convincedto use some form of contraceptive, thus avoiding giving birth to sick childrenwho are bound to die, because its use means being branded as a prostitute. These marvellous women, their eyes full ofdignity, have no choice. Quite often they are forced to marry at thirteen orfourteen years of age - notwithstanding the fact that there is a law whichprohibits under-age marriage - and often they become wives of men much olderthan them or who maybe have a disability. They are victims of every kind ofabuse, and when they dare to report it they find themselves alone, abandoned,marginalised, destined for a life on the streets, in a world where they have norights, where all that s required of them is to have children and serve men. These women: young girls, teenagers, oldladies... these princesses with their vivid coloured clothes and an ancientlook in their eyes, have a long road to travel. They have to become aware thatthis land of earth and water can begin to be a better place, even for them.






Esiste un paese dove terra e acqua determinanolo stile di vita di uomini e donne che la abitano. Il Bangladesh. Una terra che sprofonda nell’acqua per il 30 percento del suo territorio. Non è una terra facile e le condizioni sanitariedovuto alla paradossale scarsa presenza di acqua potabile sono spesso tragiche. In questa situazione, già disperata, siinserisce la condizione delle donne ancora molto lontana dal poter essereaccomunata a quella dell’uomo. Una piccola onlus ha portato assistenza nel suddel paese. I medici erano tutte donne e questo ha favorito l’avvicinamentodella parte femminile della popolazione, spesso lasciata ai margini dallasocietà, fuoricasta e musulmane in particolare. Durante il periodo diassistenza sono emerse le storie di queste donne e delle loro vite spessoconsumate a servire prima il padre e poi il marito in uno stato di perenne servitù.Donne che accettano passivamente il loro destino o se ne prendono coscienza chescelgono di interromperlo uccidendosi in modo atroce, magari con il veleno pertopi. Gesti di disperazione all’interno di un mondo in cui pare impossibile uncambiamento. Gesti estremi come quello di una madre che dopoaver chiesto alle dottoresse di curare la sua bambina da un’escrescenza che ledeturpava il viso - impedendole quindi un buon matrimonio- e dopo aver visto lasua bambina curata si presenta alla porta chiedendo di portarla via con noi. Lasua bambina. Perché l’unica cosa che poteva offrirle era una vita uguale allasua. E questo non lo voleva accettare e preferiva separarsi dalla sua bambinaper sempre. Per offrirle una via di fuga. Un futuro migliore. Perché queste donne meravigliose e con unadignità immobile nei loro sguardi non hanno scelta. E allora si trovano spose a13-14 anni nonostante ci sia una legge che vieta i matrimoni fino alla maggioreetà. Si trovano spose di uomini spesso più vecchi o deformi. Sono vittime diabusi e se denunciano si trovano sole e destinate a vite di strada a rischio diuccisione in un mondo in cui non hanno diritti se non quello di generare figlie servire. Le scarse condizioni igieniche, la mancanza diistruzione favorisce lo svilupparsi di malattie debellate da tempo nei paesioccidentali. La difficoltà di penetrare la cultura è altissima e davanti amalattie genetiche incurabili non si riesce a prescrivere un contraccettivoalla donna per evitare che partorisca bambini malati e destinati alla morte.Perché nessuna donna può prendere un contraccettivo senza essere bollata comeprostituta. Queste donne, bambine, vecchie… questeprincipesse dagli abiti sgargianti e dagli sguardi antichi devono piano pianoprendere coscienza che questo mondo di terra e acqua può iniziare ad essere unmondo migliore anche per loro.